Hai domande? Ho le risposte.
Tutto quello che avvocati, aziende e privati vogliono sapere prima di richiedere una perizia.
Ho raccolto le domande che mi vengono poste più spesso da avvocati, aziende e privati. Se la tua situazione non è contemplata qui sotto, puoi contattarmi direttamente: rispondo entro 24 ore.
Quanto costa una perizia informatica?
Non esiste un tariffario fisso: il costo dipende dalla complessità del caso, dal tipo di analisi richiesta e dal tempo necessario. Un'analisi semplice su un singolo documento può costare alcune centinaia di euro; una perizia forense completa su dispositivi multipli può richiedere migliaia di euro. Ciò che è importante tenere presente è il rapporto tra costo della perizia e il valore della causa: in controversie civili significative, il costo peritale è quasi sempre marginale rispetto a quello che si rischia di perdere senza una prova tecnica solida. Offro sempre una valutazione preliminare gratuita che include una stima orientativa dei costi prima di qualsiasi impegno.
Quanto tempo ci vuole per consegnare una perizia?
I tempi variano in base alla complessità del caso. Un'analisi su un singolo documento digitale o su una casella PEC può richiedere da 5 a 10 giorni lavorativi. Una perizia forense completa su dispositivi multipli richiede generalmente 2–4 settimane. In caso di urgenza — ad esempio per acquisire contenuti web a rischio di rimozione o per rispettare scadenze processuali — è possibile concordare tempi accelerati. La prima cosa che faccio dopo la valutazione preliminare è fornire una stima dei tempi realistici, in modo che avvocato e cliente possano pianificare la strategia.
Posso richiedere una perizia se non sono in Campania?
Sì. Opero in tutta Italia. Per molte tipologie di perizia — analisi di documenti digitali, email, PEC, contenuti web, immagini satellitari — l'attività tecnica si svolge prevalentemente da remoto, senza necessità di presenza fisica. Nei casi in cui è necessario accedere fisicamente ai dispositivi, valutiamo insieme la modalità più conveniente: trasferimento del dispositivo su supporto certificato oppure intervento diretto, con i relativi costi di trasferta inclusi nel preventivo.
Qual è la differenza tra una perizia informatica e una consulenza tecnica?
La consulenza tecnica è un'opinione professionale: il tecnico analizza un problema e fornisce una valutazione. La perizia informatica forense, invece, segue un protocollo metodologico preciso che garantisce l'integrità delle prove, la catena di custodia e la riproducibilità delle analisi. Questo la rende formalmente valida in sede giudiziaria. Solo un professionista iscritto all'Albo può produrre una perizia con pieno valore legale. La differenza non è solo formale: un giudice può escludere dal fascicolo una semplice consulenza tecnica, mentre difficilmente può ignorare una perizia prodotta con metodologia forense certificata.
Cos'è un CTP informatico e quando conviene nominarne uno?
Il CTP (Consulente Tecnico di Parte) è il perito nominato da una delle parti in causa, a differenza del CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio) nominato dal giudice. Il CTP tutela gli interessi tecnici della parte che lo ha nominato: assiste alle operazioni peritali del CTU, verifica che la metodologia sia corretta, e può produrre controdeduzioni tecniche alla relazione finale. Conviene nominare un CTP ogni volta che la questione tecnica è determinante per l'esito della causa — specialmente quando si teme che il CTU non abbia competenze specifiche nel tipo di analisi richiesta. La nomina va effettuata prima che il CTU inizi le operazioni: intervenire dopo è molto meno efficace.
Uno screenshot vale come prova in giudizio?
Uno screenshot non certificato ha un valore probatorio molto limitato e può essere facilmente contestato dalla controparte, perché non è possibile verificare che non sia stato alterato. Per avere valore legale, un contenuto digitale deve essere acquisito con metodologia forense: calcolo dell'hash crittografico, documentazione del contesto (URL, data, ora), conservazione su supporto certificato con catena di custodia tracciata. L'acquisizione forense di un contenuto web o di uno screenshot di messaggistica può essere richiesta in modo urgente, soprattutto quando il contenuto rischia di essere rimosso. La differenza tra uno screenshot casuale e un'acquisizione certificata può determinare l'esito di una causa.
La PEC ha valore legale? Quando può essere contestata?
Per legge, la PEC equivale a una raccomandata con avviso di ricevimento: il messaggio si considera consegnato quando il gestore del destinatario certifica la disponibilità in casella. In teoria, il valore legale è indiscutibile. In pratica, esistono situazioni in cui può essere contestato: casella piena o inattiva al momento dell'invio, malfunzionamenti del gestore, discrepanze tra quanto dichiarato dall'ente mittente e quanto risulta nel LOG ufficiale del gestore del destinatario. Quest'ultimo punto è il più rilevante nelle controversie tributarie: solo un'analisi forense del LOG ufficiale rilasciato dalla Certification Authority permette di stabilire con certezza cosa è arrivato e cosa no in una casella PEC in un determinato periodo.
Quali informazioni devo fornire per richiedere un preventivo?
Non è necessario fornire dati riservati o documentazione tecnica per un primo preventivo. È sufficiente descrivere brevemente la situazione: il tipo di causa o controversia, quale prova digitale è coinvolta (email, PEC, chat, video, ecc.), il contesto giuridico (civile, tributario, contrattuale) e i tempi disponibili. Con queste informazioni sono in grado di valutare se la perizia è fattibile, quale metodologia applicare e fornire una stima orientativa di costi e tempi, senza alcun impegno da parte tua.
Come si svolge la prima fase di contatto?
Il processo è semplice. Compili il modulo di contatto sul sito descrivendo brevemente la situazione — bastano poche righe. Rispondo entro 24 ore (dal lunedì al venerdì) con una prima valutazione: se il caso rientra nelle mie competenze, fissiamo una breve chiamata o videochiamata per approfondire i dettagli. A quel punto posso fornire un preventivo scritto con tempi, metodologia e costo, senza impegni. Se decidi di procedere, formalizziamo l'incarico e iniziamo l'attività peritale.
Cosa si intende per catena di custodia in informatica forense?
La catena di custodia è il registro documentale di tutto ciò che accade a una prova digitale dall'acquisizione fino alla presentazione in giudizio. In pratica, significa che ogni operazione svolta sul dato — copia, analisi, trasferimento — è registrata con data, ora, strumenti utilizzati e operatore responsabile. La prova viene acquisita su supporto certificato con calcolo dell'hash crittografico: un'impronta digitale unica del file che permette di verificare in qualsiasi momento che il contenuto non sia stato alterato. Senza catena di custodia documentata, la controparte può contestare l'autenticità della prova — anche se è autentica — e il giudice può escluderla.
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